Dal 2015 al 2024, il Donizetti Opera ha attraversato dieci edizioni, mettendo al centro Gaetano Donizetti e la sua musica, con coraggio, visione, riscoperte, studio, ricerca, coinvolgimento del pubblico, superamento dei confini tradizionali e riconoscimenti della critica nazionale e internazionale.

Fin dall’inizio il Festival ha oltrepassato le pareti del teatro per entrare nella città, spostandosi anche al Teatro Sociale durante il restauro del Donizetti, e già dal 2015 occupando piazze, palazzi storici, scuole, chiese, club notturni, centri sociali, negozi, l’aeroporto, raggiungendo anche le persone del carcere, degli ospedali e delle RSA. Sempre con l’intento di raccontare quanto la musica di Gaetano possa attraversare i confini.

Sconfinare ha voluto dire anche superare i limiti, come quando è andata in scena al Teatro Donizetti ancora cantiere per i restauri L’Ange de Nisida, opera che Donizetti aveva scritto ma che era rimasta sulla carta finché non è stata allestita a Bergamo nel 2019. Dopo la ricostruzione della partitura attraverso documenti sparsi per l’Europa, l’opera ha abbattuto le separazioni tra palcoscenico e platea, pubblico e artisti, scena e retroscena. Nell’ambito della stessa sperimentazione informale e anticonvenzionale si sono visti allestimenti contemporanei e “digitali” come L’aio nell’imbarazzo (2022), provocatori come Lu OperRave (2023 e 2024), imprevedibili come La Favorite (2022) con le sue “Favorite” in scena, sperimentali come Donizetti Alive (2015), fino a Il Diluvio Universale
(2023) con Enea Scala e Giuliana Gianfaldoni.

Dal desiderio di riscoprire la produzione giovanile del compositore è nato il progetto #Donizetti200, che ogni anno ha riportato in scena un’opera scritta due secoli prima, spesso con strumenti originali dell’epoca. Dal 2017 con Pigmalione, la prima composizione scenica del bergamasco, si è passati a Enrico di Borgogna, Pietro il Grande, Le nozze in Villa, Chiara e Serafina, Alfredo il Grande, Zoraida di Granata: il Centro Studi donizettiano ha recuperato musica mai ascoltata in epoca moderna e documenti d’archivio che raccontano la vita, l’arte e l’umanità del compositore.

Parallelamente, il Festival ha presentato i titoli più noti, interpretati dai massimi cantanti della scena lirica attuale. Anna Bolena (2015) con Alex Esposito e Carmela Remigio, protagonista anche di Lucrezia Borgia con Xabier Anduaga (2019); Marino Faliero (2020) con Michele Pertusi; L’elisir d’amore (2021) con Javier Camarena; La fille du régiment (2021) con Paolo Bordogna e John Osborn; La Favorite (2022) ancora con Camarena, Florian Sempey e Annalisa Stroppa; Roberto Devereux (2024) con John Osborn e Jessica Pratt; Don Pasquale (2024) con Roberto De Candia e il ritorno di Javier Camarena.

Le donne hanno avuto un ruolo centrale: cantanti, dive, antidive ma sempre protagoniste sul palcoscenico, a contatto con il pubblico e dietro le quinte, vere icone donizettiane. Carmela Remigio e Jessica Pratt sono diventate volto, voce e simbolo del Donizetti Opera, partecipando anche come artiste residenti in titoli come Anna Bolena, Il Castello di Kenilworth, Lucrezia Borgia, Rosmonda d’Inghilterra e Roberto Devereux.

Nel 2020, durante la pandemia e con i teatri chiusi, il Donizetti Opera ha scelto di andare in scena ugualmente con gli spettacoli previsti, seppure a porte chiuse. Gli spazi teatrali sono stati ribaltati, la platea usata come palcoscenico per riprese televisive, che sono state diffuse su una Web TV con 4.000 abbonati, unico contatto possibile con il pubblico.

Grazie al lavoro di grandi registi e musicisti, a progetti speciali e iniziative di raccolta fondi, sono arrivati numerosi riconoscimenti. Quattro Premi Abbiati dell’Associazione Nazionale Critici Musicali: miglior cantante a Carmela Remigio e “Premio Gavazzeni” a Corrado Rovaris per Anna Bolena (2015), premio speciale a L’Ange de Nisida (2019), miglior spettacolo dell’anno a La Favorite (2022) diretta da Riccardo Frizza con la regia di Valentina Carrasco. Si aggiunge l’“Oper! Awards Best Festival 2019” della critica tedesca, il riconoscimento al progetto “Ambasciatori di Donizetti” (Premio Cultura + Impresa 2019-2020 nella categoria Applicazione dell’Art bonus) e il premio speciale 2023 al Concorso Art Bonus del Ministero della Cultura.

Ogni anno, a giugno, la Donizetti Night porta tutta la città in piazza per celebrare il compositore.
Dal pomeriggio a notte fonda, palazzi, cortili, strade, piazze e monumenti di Bergamo si sono animati con quasi 100 appuntamenti tra concerti, spettacoli, proiezioni e performance a tema donizettiano, con oltre 500 artisti e più di 50.000 visitatori nel 2023.

Il Festival ha raccontato anche il legame tra Donizetti e il suo maestro Giovanni Simone Mayr, attraverso spettacoli, mostre, iniziative e progetti didattici. Il rapporto si rinnova nella Bottega Donizetti, dove giovani cantanti selezionati hanno interpretato Il piccolo compositore di musica, opera che Mayr scrisse per i suoi studenti, tra cui Gaetano Donizetti, e ritrovata alla Biblioteca Mai.
Sono stati ricordati anche altri maestri, come Gianandrea Gavazzeni (con una mostra nel 2016) e Riccardo Muti, presente nel 2016 a Bergamo con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per celebrare i 50 anni di una carriera che cominciò proprio nella città. Altre grandi voci come Juan Diego Flórez e Mariella Devia hanno contribuito a rendere vivo il legame con il canto di qualità.

Infine, al centro dell’attività del Festival c’è l’impegno verso i giovani. Grazie alla sezione Education, il lavoro si estende per tutto l’anno con visite guidate, laboratori, spettacoli, presentazioni, storie donizettiane raccontate dai burattini e un campus estivo operistico. Ogni edizione del Festival ospita un’opera partecipata per bambini e ragazzi, una riduzione di un titolo in cartellone pensata per loro, come per i protagonisti della giornata Academy 2024, con decine di
laboratori per scoprire i mestieri del teatro. Molti di loro sono stati coinvolti nel progetto Lucia Off, ispirato alla storia di Lucia di Lammermoor. Sono loro la scommessa sul futuro dell’opera e di Donizetti.