Il direttore d’orchestra bergamasco, esperto belcantista, tornerà al Teatro Donizetti dopo più di vent’anni per sostituire il collega Antonino Fogliani, venuto a mancare improvvisamente a fine agosto

A Carminati il ringraziamento del direttore artistico e musicale Riccardo Frizza per avere accettato l’incarico a poche settimane dall’inizio delle prove

A seguito dell’improvvisa scomparsa del direttore d’orchestra Antonino Fogliani, avvenuta a fine agosto, Riccardo Frizza, direttore artistico e musicale del Donizetti Opera, affida il podio dell’Orchestra Donizetti Opera a Fabrizio Maria Carminati per l’esecuzione del titolo inaugurale del festival 2026 L’esule di Roma.

«La scomparsa di Antonino Fogliani – dichiara Riccardo Frizza – è stata un durissimo colpo, prima di tutto personale. Cercare chi potesse prendere il suo posto è stata un’operazione emotivamente complessa, oltre che professionalmente difficile: la scelta di Fabrizio Maria Carminati, che ringrazio per aver accettato l’incarico a poche settimane dall’inizio delle prove, è stata poi la più naturale anche per il legame che c’era fra lui e Antonino, a cui sarà dedicata la recita inaugurale. Carminati è un esperto belcantista e conosce benissimo il repertorio degli anni Trenta dell’Ottocento, che sta avendo modo di approfondire ulteriormente anche da direttore artistico del festival belliniano di Catania. Inoltre, è un bergamasco doc e, pertanto, ha un legame profondissimo con Donizetti e con il teatro della città, dove sono contento ritorni dopo oltre vent’anni».

Fabrizio Maria Carminati, diplomato in pianoforte con Carlo Pestalozza e in composizione con Davide Anzaghi e Vittorio Fellegara, è direttore d’orchestra dal debutto nel 1992 con La bohème al Teatro Regio di Torino. Dal 2018 è primo direttore ospite al Teatro Verdi di Trieste, dove ha diretto quattro inaugurazioni di stagione e titoli come Maria Stuarda, Aida e Macbeth. Da gennaio 2020 è direttore artistico dell’Ente Regionale Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania, incarico rinnovato fino al 2027, che gli ha permesso di rilanciare l’attività dell’Ente etneo, oggi tra le realtà teatrali-musicali più interessanti del territorio nazionale. Vanta oltre 61 titoli d’opera diretti nei maggiori teatri italiani e internazionali: Opera di Roma, Teatro la Fenice di Venezia, Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Regio di Torino, dove nel gennaio 2025 ha diretto L’elisir d’amore, Teatro Massimo di Palermo, Arena di Verona, Teatro Petruzzelli di Bari, oltre a importanti palcoscenici internazionali come l’Opera di Marsiglia, la Royal Opera House di Muscat e i teatri di Tokyo e Osaka. In precedenza è stato direttore artistico del Teatro Donizetti di Bergamo dal 2000 al 2004 e della Fondazione Arena di Verona dal 2004 al 2007. Interprete di riferimento del belcanto italiano e donizettiano, ha inciso per etichette come BMG Ricordi, Dynamic e Bongiovanni.

«Sono estremamente emozionato di tornare a Bergamo e per questo ringrazio il direttore artistico Riccardo Frizza che mi ha voluto al Donizetti Opera – dichiara Fabrizio Maria Carminati. In questi anni in cui sono stato artisticamente lontano dalla mia città ho comunque sempre vissuto Bergamo come la mia casa. Nel mio cuore Donizetti ha un posto d’onore e il mio repertorio ne è una chiara testimonianza: sono legato al belcanto, e Donizetti e Bellini sono infatti fra i miei compositori d’elezione, insieme agli altri grandi compositori italiani, da Verdi a Puccini, che ho l’onore di eseguire in tutto il mondo. Purtroppo questo mio ritorno, da me tanto atteso, è segnato da una tragedia: con Antonino Fogliani ho tantissimi ricordi legati proprio al Teatro Donizetti, dove lo invitai a dirigere Ugo, Conte di Parigi quando ero direttore artistico nei primi anni Duemila. Poi una tournée in Giappone con le masse artistiche del Donizetti e le lunghe chiacchierate notturne nella hall dell’hotel. Porterò sul podio tutta l’amicizia e la stima che ho per Antonino: il mio principale intento sarà trasformare la tristezza che provoca la chiusura di questo cerchio in una grande attestazione di affetto per lui».