La partitura è stata rinvenuta da William Limonta e Michele Enrico Poli durante il censimento dei fondi musicali della Diocesi

La prima esecuzione in tempi moderni avverrà in occasione del Dies Natalis del compositore il 29 novembre nella Basilica di Santa Maria Maggiore a cura della Cappella Musicale nell’ambito del festival Donizetti Opera 2026

La Diocesi di Bergamo insieme alla Fondazione Teatro Donizetti annunciano il ritrovamento presso l’Archivio Storico della Biblioteca del Seminario Vescovile “Giovanni XXIII” di Bergamo di una composizione autografa inedita di Gaetano Donizetti. La scoperta, avvenuta lo scorso 24 febbraio, è stata opera del musicologo William Limonta e dello storico locale e archivista Michele Enrico Poli nell’ambito di un progetto di censimento dei fondi musicali della Diocesi di Bergamo coordinato dall’Archivio Storico Diocesano.

Il brano è conservato nel Fondo Musicale della detta istituzione, un fondo fino ad allora mai indagato e censito, costituito da oltre 860 risorse, tra musica manoscritta e a stampa, databili tra l’inizio dell’Ottocento e le ultime decadi del secolo scorso. 

L’inedito donizettiano rinvenuto, composto da quattro carte, pone in musica il testo del salmo “Dixit”, diviso nei vari versetti che lo compongono, attraverso una scrittura semplice ma efficace, corrispondente agli stilemi del giovane compositore. 

Il brano, composto per tre voci maschili a cappella (due tenori e un basso), è stato datato tra il 1818 e il 1821, periodo nel quale Donizetti, di ritorno dagli studi bolognesi con Padre Stanislao Mattei, resta a Bergamo ponendosi in contatto con la famiglia Pezzoli Grataroli e Quarenghi ad Almenno.

La composizione, sprovvista di firma autografa, su intuizione di Limonta che potesse trattarsi di un autografo di Gaetano Donizetti, è stata quindi sottoposta a controllo calligrafico ad opera di Fabrizio Capitanio, Conservatore della Biblioteca Musicale Gaetano Donizetti, e Paolo Fabbri, Direttore Scientifico del Centro Studi Donizettiani della Fondazione Teatro Donizetti, i quali ne hanno confermato la paternità e l’originalità.

Il prossimo venerdì 9 ottobre, alle ore 18.30 presso il Seminario Vescovile di Bergamo, si terrà un incontro volto a ripercorrere il ritrovamento dello spartito e approfondire la composizione dal punto di vista scientifico e musicologico.

Si avrà, poi, modo di ascoltare il brano in prima esecuzione moderna domenica 29 novembre, Dies Natalis di Gaetano Donizetti, alle ore 10.30 presso la Basilica di Santa Maria Maggiore, nell’ambito delle iniziative del festival Donizetti Opera 2026 organizzato dalla Fondazione Teatro Donizetti. L’esecuzione sarà affidata ai solisti della Cappella Musicale, diretti dal M° Cristian Gentilini

Giorgio Berta, Presidente della Fondazione Teatro Donizetti, ha dichiarato: “Questo ritrovamento ci regala una pagina inedita nella storia del compositore bergamasco e la Fondazione Teatro Donizetti è particolarmente lieta di aver contribuito, attraverso il proprio Centro Studi, punto di riferimento internazionale per la ricerca e la valorizzazione dell’opera e della figura di Gaetano Donizetti, al riconoscimento e all’approfondimento scientifico di questo prezioso documento”.

Riccardo Frizza, Direttore artistico e musicale del festival Donizetti Opera, ha dichiarato: “Abbiamo scelto di inserire la prima esecuzione in tempi moderni di questo “Dixit” ritrovato all’interno della programmazione del Donizetti Opera 2026, non a caso nella giornata del Dies Natalis di Gaetano Donizetti: restituire al pubblico, nel giorno che ricorda la sua nascita, una pagina autografa rimasta in silenzio per oltre due secoli è un gesto che dà pieno senso al lavoro del festival. Il nostro compito, anno dopo anno, è proprio questo: riportare alla luce e far rinascere le opere donizettiane più rare, quelle meno conosciute o dimenticate dal grande repertorio, restituendo loro voce, dignità e un palco all’altezza”.

Paolo Fabbri, Direttore scientifico del Centro Studi Donizettiani, ha dichiarato: “Ogni nuovo reperto è allo stesso tempo un frammento di nuove conoscenze che torna alla luce, ma anche un grumo di interrogativi da chiarire. Nella giornata di studio prevista per ottobre ci si confronterà appunto per scioglierne il più possibile, e sono molto lieto che il Centro Studi della Fondazione Teatro Donizetti possa dare il suo contributo scientifico a questa entusiasmante iniziativa”.